Non rinunciare 

Non avere paura

non rinunciare,

è facile lasciarsi andare. 

Prosegui anche piano

ma non abbandonare. 

Devi rischiare,

solo così puoi cambiare

e da qualche parte cominciare. 

Il timore

ti porterà a indugiare

e i tuoi spettri

dovrai imparare ad affrontare. 

Quando occorre

ti devi lanciare

e le tue potenzialità

per nulla al mondo

devi negoziare. 
© Rosa Piagge 

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Tu sei quell’amore che non muore mai 

Ciao,

è strano come i ricordi tornino tutti uno dietro l’altro, anche solo guardando una foto.

Non posso fare a meno di te, anche se non sei più mia.

Com’erano belli quei tempi in cui eravamo un tutt’uno.

Quante esperienze vissute insieme.

Felici, giovani e spensierati.

Il tempo per te sembra essersi fermato.

Mentre ti scrivo, guardo le tue foto su Facebook.

Sei bellissima proprio come allora, anzi, forse anche di più.

Non stiamo più insieme da anni eppure quel sentimento in me non si è mai assopito.

Mi manchi…

Ti ho sempre seguita da lontano sai?

No, non sono un maniaco, lo sai benissimo.

Sono solo innamorato pazzo di te, lo sono sempre stato.

Anche se gli eventi della vita ci hanno diviso, nessuna mai è stata capace di reggere il confronto.

Tu sei unica e incancellabile.

Vorrei poter tornare indietro e porre rimedio ai miei errori ma l’unica cosa che posso fare adesso, è chiederti perdono.

Ho voglia di rivederti, parlarti, toccarti…non dirmi di no. Ne ho bisogno!

Mi spiace non aver lottato abbastanza per il nostro amore, ero solo uno sciocco ragazzino.

Ti ho amata alla follia ma come uno stupido, sono riuscito a perderti comunque.

So che in fondo anche tu provi qualcosa per me, che non mi hai mai dimenticato del tutto, lo sento.

Metti da parte l’orgoglio, lascia parlare il cuore, dammi un’altra possibilità, almeno, permettimi di rivederti un’ultima volta.

Ti prego…

Non ho mai amato nessuna, come amo te.

Tu sei quell’amore che non muore mai.

Sei il mio futuro, il mio destino, non voglio altro.

Sei l’altra metà del cuore che combacia perfettamente col mio. 
© Rosa Piagge 

Sant’Anna 

Il tuo nome risuona nella mente,

rivivo tutto chiaramente.

Davanti agli occhi,

ogni cosa di te,

dettagliatamente.

Accettare la tua assenza,

ingoiando sofferenza.

Poi tornano i ricordi,

palpabili, vividi…

e addosso ho i brividi.

Il tuo nome scolpito sul cuore,

dinanzi alla tua foto

ho posato un fiore.

Qualche volta ho l’impressione

di sentire ancora il tuo odore.

Tu che in un attimo

allontanavi da me ogni timore.

Questo giorno non è da festeggiare,

il mio male

non si può alleviare.

Nel tuo ricordo

mi sembra di annegare. 
© Rosa Piagge 

Dopo la paura, la forza 

Ogni volta che la terra trema, torna la paura.

È passato un anno da quella terribile catastrofe.

Pian piano la vita riparte, con qualche cicatrice in più, con perdite che non possono essere colmate ma si va avanti nonostante le disgrazie.

Chi fortunatamente ne è uscito indenne, merita di ripartire, anche se da zero.

Quella notte non potrà mai essere dimenticata.

Ero a chilometri di distanza dall’epicentro, eppure la scossa fu molto forte anche qui.

I palazzi dondolavano come fossero di gomma. In casa tremava tutto, fu tremendo ma riuscii a mantenere la calma.

Sui social notizie a raffica, messaggi di solidarietà per le zone colpite. Tutti in un modo o nell’altro provavano e cercavano di rendersi utili.

Accesi la televisione.

Immagini scioccanti. Palazzi rasi al suolo, persone morte o disperse sotto le macerie. Sangue, disperazione, bambini impauriti e disorientati…

Forze dell’ordine, vigili del fuoco e volontari, impegnati a salvare la vita a costo della loro.

Un nodo alla gola. Occhi lucidi, alla vista di quelle immagini strazianti.

L’impossibilità di fare qualcosa, se non pregare e sperare ancora.

Poi la rinascita, adesso, dopo un anno, nonostante la paura.

Si ricomincia, mettendo da parte il dolore.

Facendo leva sulla forza, che ogni essere umano possiede.

Sì, non è mai troppo tardi per cominciare daccapo la propria vita.

Testa alta e sguardo verso l’infinito. 
© Rosa Piagge 

Tutto cambia in un attimo 

I cavalli sono la mia passione da sempre, ho imparato a cavalcare da bambina.

Ho partecipato a molte gare e quasi sempre ho vinto.

Ero molto brava, lo dicevano tutti. Avevo anche molti rivali.

Mi pavoneggiavo a volte, non lo nego. Ero consapevole delle mie capacità.

Risultavo anche arrogante e presuntuosa.

Poi tutto è cambiato.

Stavo partecipando all’ennesima gara quando qualcosa andò storto.

Antares, il mio fedelissimo cavallo e migliore amico, sbagliò il salto ed io fui scaraventata a terra, violentemente.

Fu la fine di tutto o così credevo…

«Fermi, non toccatela! Chiamate immediatamente un’ambulanza. Forza, correte!».

Le parole concitate di qualcuno, forse il mio allenatore, non ricordo esattamente.

“Lesione spinale” fu l’esito e mi ritrovai da un giorno all’altro, paralizzata su una sedia a rotelle.

Non sono mai stata ferma, sempre in giro per il mondo e poi ad un tratto, tutto è diventato nero.

Mesi per accettare la mia nuova condizione.

Dentro solo tanta rabbia.

Antares, l’unica ragione per andare avanti.

Fu questo a spingermi ad usare la carrozzina che odiavo con tutte le mie forze ma senza, non avrei potuto raggiungere il mio amato cavallo.

Lui sentiva il mio dolore, me ne resi conto subito, quando lo vidi dopo l’incidente.

Sembrava volesse parlarmi, consolarmi…i suoi occhi mi comunicavano tanto e fu proprio lì, al maneggio che conobbi  Giulio.

Si stava occupando di Antares.

«Ciao, tu devi essere Chiara!».

Non avevo proprio voglia di socializzare né di fare nuove conoscenze.

«Puoi lasciarmi sola col mio cavallo?».

Fischiò.

«Che caratterino, ha la bambina!».

Volevo incenerirlo con lo sguardo.

«Non sono una bambina! E tu qui, sei di troppo!».

«Va bene, recepito il messaggio, me ne vado ma non ti libererai facilmente di me!».

Era una minaccia quella?

All’epoca lo credevo ma poi fu proprio grazie a Giulio che ritrovai la mia voglia di vivere e di ridere di nuovo, come non facevo ormai da tempo.

Chiaramente, molte cose sono cambiate, non posso più camminare, gareggiare, collezionare trofei e medaglie ma ho trovato la mia dolce metà, così, dal nulla.

Dal nostro primo incontro, Giulio non mi ha più lasciata e così come faceva con Antares, ha poi iniziato a prendersi cura anche di me.

Pian piano, è sbocciato l’amore.

Non mi ha fatto mai pesare la mia disabilità ma lo amo per tanti altri motivi, soprattutto per non essere sparito quel giorno, quando gli dissi di andar via.

Ora nella mia vita c’è posto per Antares e per Giulio, che non ha mollato la presa. 
© Rosa Piagge

Amami 

Amami per ciò che sono

con le mie debolezze

le mie continue incertezze.

Amami perché ne ho bisogno.

Insieme a te

voglio vivere un sogno.

Trascorrere in tua compagnia ogni giorno.

Tutto il resto è un contorno, pensarti mi toglie il sonno.

Stringimi,

non mi bastano gli attimi,

voglio sentire i battiti. 
© Rosa Piagge 

Gli amici 

Con gli amici

non servono artifici

per trarre benefici.

Gli amici,

curano le cicatrici

e sono complici

dei tuoi sorrisi.

Sanno essere anche critici

ma non si trasformano mai

in nemici. 
© Rosa Piagge 

A mia nonna 

Compagna di complicità e segreti.

Mi capivi

senza dire una parola.

Mi consolavi e consigliavi

dopo i miei fallimenti.

Poi sei andata via

portando con te

anche la vita mia. 
© Rosa Piagge 

Distruggimi 

Distruggi la mia vita,

divertiti!

Se non lo fai

la tua sa di niente.

Dai impegnati!

Togli la maschera,

mentire non serve.

Odiarmi ti fa sentire forte.

Se pure tu

una coscienza hai,

ascoltala

e lasciami in pace

perché tanto

da tutto questo schifo

nessuno ne esce vincitore

mai. 
© Rosa Piagge